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Tricotteri o per meglio dire: Sedge

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Sono da sempre affascinato da questi piccoli abitanti del fiume ed ovviamente, provo a riprodurli più o meno fedelmente, al meglio delle mie possibilità, cercando di mantenere un buon grado di imitatività insieme alla funzionalità ed all'efficacia in pesca.
A differenza delle imitazioni di effimera, a mio avviso le sedge offrono un'infinita possibilità di variare la tipologia del dressing.
Cambiando materiali e tecniche costruttive si possono ottenere una miriade di modelli diversi, ognuno con proprie caratteristiche e punti di forza.
Qui di seguito l'ultimo "uscito" dalle pinze del morsetto.
Si tratta di una "Autumn sedge" che vorrebbe imitare un Halesus radiatus o un H. digitatus, entrambe specie appartenenti al genere Halesus, della Famiglia Limnephilidae, la più numerosa dei tricotteri.

Amo: AK507 BL #12
Filo: orange
Addome: seta floss orange
Sottoala: dubbing di cul de canard montato ad asola
Ali: piuma di English Partridge
Torace: dubbing di pelo…

"Alexandra" - The Lady of the Lake

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La signora del lago
Parliamo di una mosca “sommersa”, una delle più famose ed utilizzate di sempre, l'Alexandra o come era stata inizialmente chiamata, The Lady of the Lake.
E' un artificiale nato intorno al 1860 in Scozia ed aveva lo scopo di imitare piccoli pesci (per lo più avannotti) venendo perciò impiegata, per lo più, nella pesca alle trote di lago.
“La signora del lago” dimostrò tuttavia un'impressionante efficacia anche nei fiumi tanto che negli anni in cui in Inghilterra era molto sentita la diatriba tra i fautori della pesca a mosca secca e coloro che ammettevano anche l'uso di sommerse e ninfe, il suo uso venne addirittura bandito in numerosi corsi d'acqua del Sud.
Così come è discussa la sua paternità (qualcuno la attribuisce ad un tale Dr. Hobbs), è altrettanto discussa la genesi del suo nome visto che secondo alcuni autori fu il Generale Gerald Goodlake a chiamarla “The Lady of the Lake”.
In ogni caso era già divenuta nota come “Alexandra” (nome c…

Appunti di storia della Pesca a Mosca. Dall'era antica all'Inghilterra del XVIII Secolo.

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Ho sempre pensato alla pesca a mosca come ad un'attività tipicamente inglese e forse, questo mio giudizio è dovuto al fatto che proprio in Inghilterra, nel corso del 1800, si sono avute le maggiori innovazioni di questa superba tecnica di pesca. Non a caso si ritiene che la forma più vicina a quella odierna si sia sviluppata proprio lungo le veloci acque dei torrenti e dei fiumi della Scozia e del Northern England così come non è un caso se i maggiori cultori di questa disciplina, almeno sino agli inizi del '900, erano tutti sudditi di Sua Maestà. Tuttavia la pesca a mosca ha origini antichissime al pari delle altre tecniche; la pesca infatti, insieme alla caccia, deve essere considerata come la prima attività organizzata dall'uomo per soddisfare il proprio bisogno di cibo. Nel corso dei secoli quindi, le tecniche usate per catturar pesci sono state le più disparate: dalle più semplici, rappresentate dall'uso di trappole, archi e frecce o lance, alle più articolate che p…

Zero

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In questo spazio vorrei parlare principalmente di pesca a mosca e conseguentemente, di ambiente.
Non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno ma mi piacerebbe condividere le mie esperienze, siano esse giornate trascorse sul fiume piuttosto che in lago o al morsetto.
Protagonista sarà quindi l'acqua alla quale dedico una frase di uno dei miei idoli.

Occorre essere come l'acqua, cristallina e capace di scorrere tranquilla, aggirando gli ostacoli, mutando la sua forma. Allo stesso modo in grado di distruggere, lentamente o d'impeto, tutto ciò che le impedisce il passaggio. "...Be water my friend" - B. Lee (27/11/1940 - 20/07/1973)